Chi vive, lavora, studia o si trova in visita nella nostra città, ha diritto a sentirsi sicuro, tanto nelle periferie come nel centro storico. Per fare ciò, prima di tutto, dobbiamo riaffermare un concetto fondamentale: alla base di una convivenza civile c’è sempre e prima di tutto il rispetto delle regole. Ma garantire la sicurezza, nei fatti e non a parole, richiede impegno e un’azione globale. Negli scorsi mesi ho avuto modo di confrontarmi su questo argomento con molte persone: agenti delle forze dell’ordine, commercianti, professionisti del settore della sicurezza, semplici cittadini e vittime di reati.
Se vogliamo una Firenze più sicura, dobbiamo agire contemporaneamente su tre punti.

Potenziare la Polizia municipale

Il Corpo della Polizia Municipale è lo strumento principale attraverso cui il Comune può dare risposte ai bisogni e alle esigenze dei cittadini. Per centrare questo obiettivo è necessario:

  • aumentare le risorse, dotando gli agenti di mezzi e strumenti più adeguati per il monitoraggio del territorio;
  • riorganizzare complessivamente le Unità operative e i distaccamenti, per aumentarne l’efficienza;
  • destinare quanti più agenti possibile al pattugliamento in strada;
  • collaborare con i Corpi di Polizia Municipale dei Comuni limitrofi, soprattutto per le zone di confine;
  • collegare, nelle ore notturne, la centrale radio della Polizia Municipale a la sala operativa dell’Arma dei Carabinieri.
Impiegare la vigilanza privata

La vigilanza privata può essere un ottimo ausilio per il controllo del territorio. Attraverso una convenzione con gli istituti di vigilanza, sotto il coordinamento della centrale della Polizia Municipale, possiamo infatti garantire una migliore attività di pattugliamento nelle ore notturne.

No ai quartieri dormitorio

Ultimo punto, ma probabilmente il più importante. La criminalità e il mancato rispetto delle regole dilagano laddove il territorio non è vissuto. Molte zone di Firenze, purtroppo, in questi ultimi anni si sono trasformate in “quartieri dormitorio”. Alcune strade, che di giorno sono invase dal traffico, la sera sono letteralmente deserte. In altri casi siamo invece di fronte a una carenza di servizi o alla scomparsa di attività commerciali.
Per contrastare questa tendenza dobbiamo agire in due direzioni:

  • favorire i momenti di aggregazione, perché un’area viva, frequentata durante il giorno e la sera, è di per sé un deterrente alla criminalità;
  • contrastare la chiusura delle piccole attività commerciali nelle periferie, attraverso la semplificazione della burocrazia e la riduzione di tasse e imposte, perché i negozi sono l’anima dei quartieri.

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