Ridare dignità alle persone

Questo non è uno slogan, bensì un obiettivo in cui credo fermamente. Per questa ragione voglio tornare ancora una volta su ciò che mi propongo di fare per le persone economicamente e socialmente svantaggiate. Ecco quindi un breve elenco di esempi di situazioni di disagio e ingiustizie sociali, realtà che ho visto in prima persona durante 38 anni spesi facendo volontariato e alle quali vorrei dare una risposta concreta.

Liste di attesa per esami e diagnostica

Come ho già detto, il diritto alla salute non può essere vanificato dai tempi delle liste di attesa. Un esame o una visita specialistica, se eseguiti tempestivamente, possono fare la differenza nel curare una malattia. Purtroppo, non è raro dover aspettare mesi per ottenere una prestazione sanitaria in ambito pubblico. Non tutti hanno la disponibilità economica per rivolgersi ai privati e non è accettabile che una persona benestante possa fare una TAC in sei giorni, mentre una in ristrettezze economiche debba attendere sei mesi.

Il diritto alla salute è ovviamente materia di competenza regionale, ma il Comune di Firenze potrebbe fare molto per i propri cittadini. Come? Creando un fondo per le fasce economiche più svantaggiate che sia destinato a finanziare prestazioni in convenzione con gli istituti di analisi e gli ambulatori privati. Ovviamente serviranno controlli sulla reale situazione reddituale e patrimoniale dei soggetti che ne faranno richiesta.

Anziani e malnutrizione

Molte persone anziane, spesso vedove che devono fare fronte a tutte le spese quotidiane facendo affidamento su pensioni di reversibilità di importi modesti, non riescono a pagare le bollette delle utenze domestiche oppure a permettersi una dieta varia ed equilibrata. In questi anni sono venuto a conoscenza di innumerevoli casi di malnutrizione: persone che finiscono al pronto soccorso per disturbi gastroenterici dovuti a un’alimentazione povera e monotona.

Il privato sociale non può far fronte a tutte le situazioni di difficoltà economica. L’amministrazione comunale può e deve fare di più. Le situazioni di disagio economico devono essere monitorate e in caso di comprovate difficoltà deve essere fornito un contributo sia per il pagamento delle utenze, sia per l’acquisto di alimenti.

Giovani e problemi abitativi

Firenze è una città che attira circa 14 milioni di visitatori ogni anno. Il turismo è la principale risorsa della nostra città, ma ovviamente può avere ripercussioni negative che dei bravi amministratori pubblici dovrebbero saper gestire. Oltre ai problemi connessi alla mobilità (trasporto pubblico, viabilità, parcheggi, ecc.) ne esiste uno ben più grave connesso al prezzo degli immobili e al caro affitti. L’alta richiesta in termini di ricettività turistica ha infatti spinto molti proprietari di immobili a destinare gli appartamenti al mercato degli affitti brevi (turistici).

Una parte delle risorse generate dal turismo, come la tassa di soggiorno, devono quindi essere destinate a promuove politiche abitative in favore dei più giovani. Questo anche al fine di evitare la fuga dei residenti, che in certe zone della nostra città – come già sta avvenendo nel centro storico – ha fatto ridurre gli abitanti ai minimi termini.

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